Pastry and more / Paste e pasticci

Pizza

The pizza has ancient origins, about three thousand years ago was made a dunk cooked on stone. With the discovery of yeast by the Egyptians they became the crushed fact leavened pizza comes from the word “pisa” which is Latin for crushing.

In ancient Egypt it was customary to celebrate the birthday of the Pharaoh by eating a cake flavored with aromatic herbs. Herodotus handed down several Babylonian recipes that recall the pizza and in classical Greece were preparing the case of flat bread seasoned with spices such as garlic and onion. In ancient Rome we find the “placenta” and “offa”prepared with water and barley. In the Middle Ages and during the Renaissance, the pizza were very appreciated by the aristocracy and by all the people.

There are reports that date from the late sixteenth and early seventeenth century a soft pizza called the “mastunicola”, is prepared with basil but only in half ‘of the eighteenth century came the union between pasta and tomato in the Kingdom of Naples.

The rulers of Savona family were conquered by pizza. The pizza maker Raffaele Esposito created in 1889 for their three pizzas: pizza to Mastunicola (lard, cheese, basil), pizza Marinara (tomato, garlic, olive oil, oregano) and pizza Tomato and Mozzarella (tomato, olive oil, mozzarella, oregano), built in honor of the Queen and whose colors intentionally lured the Italian tricolor. The sovereign appreciated so much the latter to want to thank and praise the author in writing, the only way to reciprocate this gesture by the pizza maker, was to give the Queen’s name to his culinary creation, since then it is called “Pizza Margherita.”

 

 

Only after World War Italians emigrated did know and appreciate the pizza in the world although there were some variations. In the United States the pizza arrived in the nineteenth century and was sold in the Italian neighborhoods of New York City, San Francisco, Chicago and Philadelphia.
The variants used in the United States are the most common, each style has its own name, New York style, California style until Chicago style pizza that looks like a tart with top edge which is cooked in the pan. A favorite condiments by Americans are the pepperni.
Hawaiian pizza is made with tomato sauce and cheese, ham and large slices of pineapple, often combined with peppers, mushrooms and bacon. This pizza has become famous beyond the borders Hawaiians conquering Anglo-Saxon hearts.
In Brazil, the pizza is quite thin with pronounced edge, sometimes cheese filling, with generous toppings.
Japan is the country that best prepares the pizza as the original one.
In South Africa a sweet component is always present.




Ingredients:

  • 0.22 pound flour
  • 21 oz of water
  • 4 tablespoon of olive oil
  • 0.3 oz of yeast
  • 0.7 oz of salt

 



Directions:

  1. Just heat the water (lukewarm) and dissolve the yeast.
  2. In a bowl put the flour and pour the water with the dissolved yeast.
  3. (This time I used dry yeast)
  4. Begin to knead and add toil and salt.
  5. Knead for about 15 minutes.
  6. Allow the mixture to rest for 4 hours.
  7. In a baking sheets add oil and sparkling a little bit of flour.
  8. Roll out the dough onto baking sheets and leave to rest for another 2 hours.
  9. Heat the oven to 500 ° F.
  10. At this point put the ingredients on the pizza and bake.

 

 

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La pizza ha origini molto lontane, circa tremila anni fa si faceva una schiacciata cotta su pietra. Con la scoperta del lievito da parte degli Egizi si fecero delle schiacciate lievitate infatti il termine pizza deriva da “pisa”che dal latino significa schiacciare.

Nell’antico Egitto era usanza celebrare il genetliaco del Faraone mangiando una schiacciata condita con delle erbe aromatiche. Erodoto tramanda diverse ricette babilonesi che ricordano la pizza e nella Grecia classica preparavano il pane di forma appiattita condito con aromi tra cui aglio e cipolla. Nella Roma antica troviamo la “placenta” e l'”offa” preparata con acqua e orzo. Nel medioevo e durante il Rinascimento le pizze erano molto apprezzate dagli aristocratici e da tutto il popolo.

Vi sono notizie che risalgono alla fine del Cinquecento ed inizi del Seicento di una pizza soffice chiamata alla “mastunicola”, ossia preparata con basilico ma solo nella metà del Settecento avvenne l’unione tra le pasta e il pomodoro nel Regno di Napoli.

I sovrani della famiglia Savona vennero conquistati dall pizza. Il pizzaiolo Raffaele Esposito nel 1889 realizzò per loro tre pizze: la pizza alla Mastunicola (strutto, formaggio, basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio, origano) e la pizza Pomodoro e Mozzarella (pomodoro, olio, mozzarella, origano), realizzata in onore della Regina ed i cui colori richiamavano intenzionalmente il tricolore italiano. La sovrana apprezzò così tanto quest’ultima da volerne ringraziare ed elogiare l’artefice per iscritto, l’unico modo per contraccambiare questo gesto da parte del pizzaiolo, fu quello di dare il nome della Regina alla sua creazione culinaria, che da allora per tutti si chiama così: “Pizza Margherita”.

Solo dopo la seconda guerra mondiale gli italiani emigrati hanno fatto conoscere e apprezzare la pizza nel mondo anche se ci sono state delle varianti. Negli Stati Uniti la pizza arrivò nel  XIX secolo e veniva venduta nei quartieri italiani delle città di New York, San Francisco, Chicago e  Philadelphia.
Le varianti usate negli Stati Uniti sono quelle più comuni, ogni stile ha il proprio nome, New York style, California style fino all Chicago style, pizza che sembra una crostata con bordo alto che viene cotta in teglia.  Uno dei condimenti preferiti dagli americani sono i pepperni.
Nelle Hawaii la pizza si prepara con la salsa di pomodoro e formaggio,  prosciutto e grandi fette di ananas, spesso unite a peperoni, funghi e pancetta. Questa pizza è diventata famosa anche oltre i confini Hawaiani conquistando i cuori anglosassoni.
In Brasile la pizza è abbastanza sottile con bordo pronunciato, qualche volta ripieno di formaggio, con abbondanti condimenti.
Il Giappone è la nazione che più prepara la pizza come quella originale.
In Sud Africa un componente dolce è quasi sempre presente.

 



Ingredienti:

  • 1kg di farina
  • 600g di acqua
  • 5 cucchiai di olio d’oliva
  • 1og di lievito di birra
  • 20g di sale

 

Procedimento:

  1. Riscaldare appena l’acqua e sciogliere il lievito di birra.
  2. In una ciotola mettere la farina e versare l’acqua con il lievito di birra sciolto.
  3. (Questa volta ho usato il lievito secco)
  4. Iniziare ad impastare e aggiungere olio e sale.
  5. Impastare per circa 15 minuti.
  6. Lasciar riposare l’impasto per 4 ore.
  7. Nelle teglie mettere un po’ di olio e di farina.
  8. Stendere la pasta nelle teglie e farla riposare per altre 2 ore.
  9. Riscaldare il forno a 260 ° C.
  10. A questo punto mettere gli ingredienti  sulle pizze e infornare.

 

 

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